boss e gregari
«Più volte mi era stato richiesto di entrare nel programma di protezione – racconta – mi sono convinto a farlo solo quando mi è stata fatta leggere la trascrizione di una intercettazione in cui si pianificava un attentato ai miei danni: ‘Basta, facciamolo fuori!’».
Quella minaccia gli ha fatto più effetto dei quattro proiettili che gli furono recapitati a casa («Uno per ogni componente della mia famiglia, c’era scritto nel messaggio ») e persino di un attentato che ha subito non lontano dall’azienda che è stato costretto a chiudere ( «un’auto si avvicinò alla mia, un uomo abbassò il finestrino ed esplose alcuni colpi contro di me: sono vivo per miracolo»).
Passeggiando in piazza Umberto, prima di ripartire verso il nord, ripercorre le tappe della sua vita, ripensa al prezzo che sta pagando per la scelta che la sua stessa famiglia oggi gli fa pesare.
Leggere di un uomo obbligato a diventare EROE suo malgrado e, a suo dire, lasciato solo è un qualcosa che mi impedisce di farmi guardare in viso dai bambini.
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